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01/07/2009 - Autore: Redazione

Redento schiavo della clandestinità

È la storia di Khalid, un giovane ghanese, frutto di una terra troppo povera per poter sperare in una crescita dignitosa.


Come migliaia di conterranei, tenta presto l’odissea per quell’Occidente che, da lontano, sembra concedere possibilità mai avute.

L’estrema povertà spesso svilisce anche il coraggio, che si trasforma in rassegnata volontà di cambiare. Non si ha quasi paura di lasciare la terra natia se l’unico bene mai posseduto, la propria vita, è la sola cosa che ci si possa portare dietro insieme al ricordo dei propri cari e al sogno di una condizione semplicemente umana.
L’impatto con l’ansimato Occidente soffoca in fretta i desideri del giovane Khalid, a bordo di camion insicuri, anguste gabbie per vittime della moderna schiavitù, tacite in una sofferenza che lascia voce solo a sguardi smarriti.
Il lavoro in nero è l’unica garanzia ottenuta dal frenetico eldorado europeo, sempre affannato dietro facili guadagni ai minimi costi.

Dal Kuwait all’Italia, infine Londra, dove Khalid trova alloggio in un fatiscente appartamento condiviso con altri quindici clandestini. Stanzone, angolo cottura, piccolo bagno nel sottoscala e soppalco per sfruttare lo spazio al massimo. Neanche un frigorifero, lusso troppo caro. Nessuna televisione, solo la musica di uno stereo portatile che ogni tanto emoziona ancora cuori stanchi di lottare.
La costretta malvivenza genera presto ostilità tra i coinquilini di questa catapecchia metropolitana. Una rissa troppo violenta attira la polizia che con un “foglio di via” rispedisce tutti a casa. Dopo 9 lunghi anni di esasperate fatiche, Khalid rimpatria esattamente come quando era partito, solo con la propria vita e i vestiti indossati.
Nel frattempo in Ghana è cominciata l’attività di Amicus Onlus di cui Khalid viene fortunatamente a conoscenza. Decide di frequentare la Baobab Academy dove segue utili lezioni di economia e gestione aziendale che lo aiuteranno a diventare un piccolo imprenditore della sua terra.
Oggi Khalid è un apicoltore che ha trovato a casa sua l’opportunità di riscatto. Grazie al suo lavoro può concedersi la gioia di mantenere la madre vedova e la sua nuova famiglia, la moglie e i due figli.
Secondo quanto racconta, la Baobab Academy lo ha aiutato a riscoprire sé stesso e ad apprezzare la vita da una luminosa prospettiva. 
È un forte esempio per i più giovani, la realizzazione concreta dell’obiettivo di Amicus: creare possibilità di reddito locali nell’ottica di uno sviluppo che trasformi i ghanesi in reali padroni della loro territorio.

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