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07/03/2016 - Autore: Redazione

Nuove attività legate all’Outreach Project

Continua la visita sistematica nei villaggi con la nostra ambulanza, divenuta clinica mobile. 


La prosecuzione del programma è ancora una volta resa possibile dalla sensibilità e generosità di parecchi donatori italiani. Vogliamo ricordare tra loro la sig.ra Viviana Menzaghi per il sostegno annuale della gestione dell’automezzo e i collaboratori dello Studio Legale Piselli & Partners e del Gruppo Salsa per aver sostenuto i costi di sostituzione dei pneumatici dell’ambulanza.

Quest’anno l’Outreach Project ha esteso il suo raggio d’azione e sviluppato nuove idee di assistenza avendo come obiettivo i bambini in età scolare e pre-scolare . Le infermiere operanti al Baobab Medical Centre (incluse quelle del Ghana Health Service) adesso visitano 3 volte la settimana le scuole di alcuni villaggi della  Central Region. Qui c’è grande necessità di servizi e iniziative a sostegno delle famiglie e dei bambini più vulnerabili e gli interventi di Amicus sono quindi molto apprezzati dalle autorità ghanesi.

Qual è lo scopo di questo nuovo servizio e come si svolge? 

Nelle zone rurali del Paese le scuole sono luoghi fatiscenti, prive di aule e strutture accoglienti. Mancano anche i servizi di base, l’acqua non è sempre potabile e quindi gli standard igienico-sanitari minimi a tutela dei bambini sono estremamente carenti. L’esposizione continua a una situazione del genere porta spesso al propagarsi di malattie infettive e parassitarie che non di rado hanno come conseguenza la morte dei più piccoli e, nei casi meno gravi, un compromesso sviluppo psico-fisico..

Ecco perché un’educazione igienico-sanitaria riveste una grande importanza per il futuro di questi bimbi ed è divenuta una delle azioni prioritarie della nostra assistenza alla popolazione ghanese.

Il lavoro delle infermiere è principalmente di sensibilizzazione alle corrette pratiche igienico-sanitarie;  il tutto presentato come un gioco, come animazione comunitaria.

Si parte quindi dal BMC di buonora con l’ambulanza e, mentre ci si dirige verso i villaggi in calendario,  si visitano le scuole che si trovano sul percorso. Le si trovano ai bordi della strada e sono piene, anzi pienissime, di alunni e per questo operano su più turni. I bambini sono in classe già alle 7 del mattino. Ciò che colpisce è che si vedono molti piccoli fuori dalle aule intenti a guardare dalle finestre i compagni che sono seduti ai banchi. Per loro non c’è posto!

Le infermiere oltre a sensibilizzare i bambini trasmettono le nozioni di base anche alle insegnanti. Affrontano temi guardanti appunto le corrette pratiche igienico-sanitarie, ma anche il riconoscimento delle infezioni più comuni tra i bambini, le conseguenze delle frequenti carenze nutritive e mostrano gli interventi di primo soccorso che è possibile mettere in pratica in una primissima fase. 

La lezione avviene in lingua locale nella fascia pre-scolare e, ovviamente, sotto forma di gioco: le infermiere spiegano ai bimbi cosa devono fare la mattina appena si svegliano, come lavarsi la testa, le orecchie, il viso e i denti. Poi si passa ai vestiti e alle scarpe: le divise devono essere sempre pulite e le scarpe, una volta rientrati a casa, vanno messe fuori. Si passa poi all’interrogazione: ad ogni bimbo viene chiesto di imitare il modo in cui ci deve lavare. Viene fatto anche il controllo delle unghie, dei denti e della testa. Tutti con le mani sui banchi! Le infermiere ispezionano meticolosamente le manine minuscole dei bambini; se le unghie sono troppo lunghe vengono tagliate, se sono sporche vanno pulite. I denti e la lingua devono essere sani e puliti e le teste prive di parassiti. Questi piccoli sotto i 5 anni sono un po’ turbolenti ma ascoltano e vogliono partecipare tutti. 

A tutti vengono somministrate vitamine e coloro che presentano ferite cutanee strane, tosse o parassiti vengono schedati e segnalati alle insegnanti che devono informare i genitori per portare i piccoli in ambulatorio (o autorizzarci a farlo).

Anche con i bimbi tra i 6  e gli 8 anni  si gioca a “imparare a lavarsi bene”, ma si parla in inglese e si raccomanda di mettere in pratica ciò che hanno appreso a scuola e di insegnarlo a casa e via via, di famiglia in famiglia, all’intera comunità in cui vivono. A quest’età i bimbi sono più timidi, ma decisamente meno chiassosi.

Poiché i bambini sono per loro natura, rispetto agli adulti, maggiormente  privi di preconcetti e più predisposti all’apprendimento si punta su di loro affinchè diventino i principali attori di un cambiamento ampio e positivo. 

Una volta terminate le visite si redige un verbale per la responsabile della scuola. In esso viene indicato il programma svolto e vengono dati suggerimenti migliorativi per la struttura stessa. Talvolta, al termine delle “lezioni”, abbiamo qualche ospite in più sull’ambulanza: si tratta di baby pazienti che necessitano cure più approfondite.
























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