Evento

07/06/2010 - Fonte: Redazione

Al Teatro Sala Umberto una serata per il Ghana

Presso il Teatro Sala Umberto di Roma, si è tenuto uno spettacolo a favore di AMICUS onlus, realizzato grazie a sette intraprendenti ragazze partecipanti al Master in Organizzazione Eventi dello IED (Istituto Europeo di Design).


La serata ha avuto inizio con un cocktail di benvenuto, dove a fare da sfondo, un estratto di “WorkinGhana”, il reportage del fotografo Massimo Dall’Argine, elaborato durante la sua esperienza ghanese, ed è seguita con la performance live di tre gruppi musicali.
A condurre lo spettacolo, Roberto Ciufoli, da tempo impegnato nel progetto Amicus, che ha saputo, con la maestria propria solo ad un esperto del mestiere, mescolare e fondere la serietà che il trattamento di tematiche così delicate richiede, con la leggerezza e il brio necessario ad intrattenere il pubblico durante uno spettacolo musicale.
L’apertura del concerto è avvenuta con la nota cantante brasiliana Sandy Muller, le cui melodiose note hanno accompagnato la trasmissione di un messaggio profondo, fatto di immagini suggestive, volto a delineare un quadro d’impatto del mondo attuale.
In seguito si è esibita la poliedrica artista italo-etiope Saba Anglana, la quale, con i suoi energici ritmi afro-occidentali ha coinvolto e travolto l’entusiasta e divertita platea.
In chiusura, Maurizio Trippitelli accompagnato dalla sua “Percussion Ensamble”, ha riempito la sala con un’armonia di originalissimi suoni provenienti da una ricca orchestra di strumenti “out of the ordinary”. Hanno inoltre collaborato alla performance Salvatore Mendozzi, tastiera e fisarmonica, Antonio Onorato, unico musicista al mondo a suonare la futuristica “breath guitar”, o “chiatarra a fiato”, e due percussionisti africani con i loro caratteristici e coloratissimi abiti.
Le esibizioni sono state intervallate dalla lettura di passi toccanti tratti da “Anowa”, opera del 1970 della scrittice e poetessa ghanese Ama Ata Aidoo, che hanno suggerito importanti spunti di riflessione sui delicati temi della “questione africana”.
Dunque, una serata dai colori vivi, all’insegna di un’armonica fusione tra sound multietnici e parole toccanti provenienti da esperienze e vite diverse, che ci hanno aiutato a ricordare qualcosa che continuiamo a dimenticare: quanto ci sia bisogno del nostro aiuto e quanto ancora ci sia da fare.
Lo spettacolo è stato sostenuto da provincia di Roma, Gamenet, Digitalialab, Regole Zero, Primaverde, Mokarabia coffee bar.

Arabella Snichelotto

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