La presenza di società umane organizzate sul territorio attualmente occupato dal Ghana risale almeno al 4000 a.C., nonostante siano pochi i resti e le tracce risalenti a questo periodo.
La storia del Ghana è stata principalmente segnata dalla grandezza dell'impero Ashanti e dalla presenza nel paese di portoghesi, olandesi, danesi e inglesi che, arrivati per sfruttarne le ricchezze naturali, hanno successivamente praticato la tratta degli schiavi.
Nel XIII secolo le popolazioni erano organizzate in reami, tra cui i regni Akan nel centro e nel sud dell’attuale Ghana, che svilupparono un fiorente commercio grazie soprattutto all’oro, di cui il Ghana era ricco. Uno dei più potenti regni Akan, quello degli Ashanti con capitale a Kumasi, nel XVIII secolo aveva esteso il proprio predominio su gran parte degli altri regni, assunto il controllo delle vie commerciali verso la costa e sviluppato fiorenti scambi commerciali. In questo modo entrarono in contatto, e spesso in conflitto, con popolazioni costiere come i Fanti, i Ga e gli Ewe e, successivamente, i mercanti europei.
I primi europei ad arrivare in Ghana furono i portoghesi nel 1471 guidati da Don Diego d' Azambuja. Verso le fine del XVI secolo, anche olandesi, inglesi e danesi giunsero nella regione, attirati dai guadagni assicurati dal traffico degli schiavi.
In questo periodo, poiché le quattro nazioni europee si combattevano tra loro ferocemente per assicurarsi gli ingenti profitti procurati dal commercio degli schiavi, furono costruiti numerosi forti lungo la costa e i regni Akan sfruttarono la situazione e si arricchirono fornendo merce umana. Alla fine del XIX secolo, quando questo tipo di commercio fu definitivamente abbandonato e la schiavitù fu abolita, nella zona sorgevano 76 tra forti e castelli, uno ogni 6 Km circa, alcuni dei quali si possono ammirare ancora oggi.
All’inizio del XIX secolo, dopo una serie di dure guerre combattute contro il regno degli Ashanti, gli inglesi, che nel frattempo avevano acquisito una posizione dominante sulla costa e tramutato i forti in posti di dogana, istituirono un protettorato per controllare il commercio dei prodotti del Ghana, in particolare il cacao, ed estendere il loro predominio economico anche ai territori settentrionali. Vennero però quasi subito in conflitto con gli Ashanti che, perduta la risorsa del traffico degli schiavi, mal sopportavano l'ingerenza inglese sui loro commerci.
Il conflitto si protrasse per molti anni e per due volte la capitale del regno degli Ashanti, fu distrutta dagli inglesi che arrivarono al punto di chiedere la consegna dello scanno d'oro del re, oggetto particolarmente sacro agli indigeni, che venne nascosto.
Sotto la dominazione inglese, nei primi decenni del 1900, il Ghana era la colonia più ricca d’Africa grazie alla presenza di materie prime come il cacao, l’oro e il legname.
Tra il 1920 e il 1930 iniziarono a sorgere dei partiti per l’indipendenza del paese. Nel 1949 Kwame Nkrumah, segretario della principale formazione politica del Ghana, fondò un proprio partito, il Convention People’s Party (CPP), che divenne rapidamente il punto di riferimento delle masse. L’anno seguente Nkrumah proclamò uno sciopero generale e fu incarcerato dagli Inglesi. Nel 1951 il CPP vinse le elezioni generali: Nkrumah venne liberato e divenne il leader del nuovo governo.
Il Ghana ottenne l’indipendenza dagli Inglesi il 6 marzo del 1957. Il primo responsabile del nuovo stato fu Nkrumah, considerato il "Padre della Patria" del Ghana, l'uomo politico che è riuscito in meno di due lustri a trasformare un sogno in realtà politica: l'indipendenza del suo Paese dal colonialismo, senza lo sconvolgimento di una guerra di liberazione.
Il Ghana fu il primo paese dell’Africa occidentale a raggiungere questo traguardo!